Descrizione
Domenica 13 settembre, ad Alba, si è svolta una cerimonia in ricordo delle vittime dell’oppressione nazifascista durante la Seconda guerra mondiale. L’iniziativa è iniziata con la deposizione di una corona d’alloro sul monumento dedicato agli Alpini, nel parco Divisione Cuneense, dove sono stati ricordati gli oltre 1.300 militari deportati nei lager in Germania.
Davanti al monumento, in corso Fratelli Bandiera, erano presenti il sindaco Alberto Gatto, la vicesindaca Caterina Pasini, il consigliere comunale Domenico Boeri, il presidente del Centro Culturale San Giuseppe Roberto Cerrato e il presidente dell’Associazione Beato Padre Giuseppe Girotti Renato Vai, insieme ad alcuni esponenti delle Associazioni Combattentistiche Albesi, del Gruppo ANA e dell’ANPI di Alba, alle forze dell’ordine e a numerosi cittadini.
Nel corso della cerimonia è stato ricordato il sacrificio di tanti soldati che persero la vita per la democrazia e la libertà.
«Un ringraziamento a Renato Vai e all’Associazione Beato Padre Giuseppe Girotti – ha detto il sindaco Alberto Gatto – perché, come ogni anno, ci consente di ricordare gli oltre 1.300 soldati deportati nei campi di sterminio attraverso convogli ferroviari partiti dalla stazione di Alba. È importante oggi tenere viva la memoria. Ringrazio anche Margherita Fenoglio e il Centro Studi di Letteratura, Storia, Arte e Cultura “Beppe Fenoglio”, l’ANPI di Alba e altre associazioni, per il lavoro che viene svolto sulle nuove generazioni, insieme alle scuole. È importante perché non distante da noi ci sono ancora tanti teatri di guerra. Per questo tutti insieme dobbiamo essere costruttori di pace, affinché si possa godere della libertà e della giustizia, come ancora, per fortuna, avviene nel nostro Paese. Grazie a tutte le associazioni impegnate in questo percorso e continuiamo a tenere viva questa memoria».
Durante la cerimonia, prima della deposizione della corona, sono stati letti i testi “Settembre 1943” e “Primo contatto con i tedeschi”, tratti dal diario del vescovo Luigi M. Grassi e riportati nel volume La tortura di Alba e dell’Albese – Il diario del vescovo Luigi M. Grassi, pubblicato da Impressionigrafiche e dal Centro Studi Sinodali di Alba nel settembre 2016.
Al termine, il corteo ha percorso corso Fratelli Bandiera e attraversato il ponte Einaudi, fino a raggiungere l’inizio di corso Piave. Qui, nell’angolo del muro dell’ex caserma Govone, è stata deposta una seconda corona d’alloro davanti alle due lapidi che ricordano, da una parte, Gianfranco Caccia, Attilio Bonalumi e altri due fanti fucilati dai tedeschi il 12 settembre 1943 e, dall’altra, Gennaro Sangiano, fucilato dai nazifascisti il 13 settembre 1944.
Sull’altro lato del muro della stessa ex caserma è stata quindi collocata una terza corona sulla lapide dedicata alla memoria di Luigi Rinaldi, considerato la prima vittima della lotta di Liberazione nazionale ad Alba. Padre di sette figli, Rinaldi fu trucidato dai nazifascisti il 12 settembre 1943, nei pressi della caserma Govone, dove oggi viene ricordato.
A 83 anni dall’uccisione, alla presenza di alcuni figli e familiari di Luigi Rinaldi, la vittima del nazifascismo è stata ricordata attraverso la lettura di un testo di Angelo Travaglia, deportato nel campo di sterminio di Dachau, e con le parole del sindaco Alberto Gatto, che anche in questa occasione ha ringraziato le associazioni e tutti coloro che hanno partecipato alla cerimonia.
Contenuti correlati
- Le torri di Alba si illuminano di verde per la Giornata Nazionale sulla SLA
- Convocato il Consiglio comunale di Alba
- La Giunta incontra il Quartiere Piave mercoledì 9 settembre alle 20.45
- Il Comune sta passando a nuovi applicativi informatici. Possibili disservizi temporanei nella consultazione di alcune sezioni del sito internet
- Lavori di allestimento al MUDET.
- Giornata Mondiale della Fibrosi Cistica
- Uffici comunali chiusi lunedì 10 agosto per San Lorenzo
- Alba intitola una via cittadina a Don Valentino Vaccaneo
- Convocato il Consiglio comunale di Alba
Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2026, 11:16