Chiesa San Domenico

La chiesa venne costruita con il convento di San Domenico fondato negli ultimi anni del XIII secolo su un terreno donato da Pietro De Brayda, membro di una delle principali famiglie albesi dell’epoca. Dell’antico edificio che occupava gran parte dell’isolato sopravvive oggi soltanto la chiesa, il cui aspetto è frutto di numerosi interventi stratificatisi nel corso dei secoli. Originariamente, infatti, lo spazio delle navate era suddiviso in due parti, verosimilmente separate da un pontile: la cosiddetta chiesa interna, riservata ai frati e la chiesa esterna, destinata ad accogliere i fedeli durante la predicazione. Mentre la prima era voltata e decorata, la seconda era coperta da semplici capriate a vista.

Nel 1440 papa Eugenio IV permise ai priori di raccogliere nuovi fondi attraverso la concessione di indulgenze: fu a partire da allora che, nel corso di diversi decenni, si sovrapposero alle murature le semicolonne e i corrispondenti contrafforti esterni, destinati a sostenere le nuove volte a crociera.

In seguito al Concilio di Trento (1545-1563) e alla riforma della liturgia l’edificio subì notevoli modifiche, con la fusione delle due chiese in un unico spazio uniforme: l’altare fu spostato in avanti, mentre il coro, precedentemente situato nella navata centrale, venne collocato nell’abside. Nel frattempo, il San Domenico accresceva sempre più il proprio ruolo di centro religioso cittadino, certificato tra i secoli XVII e XVIII dalla costruzione di numerose tombe gentilizie e delle nuove cappelle laterali, ricavate nello spessore delle murature poiché l’edificio risultava serrato tra la via pubblica e il chiostro (oggi distrutto).

Nel secolo XIX iniziò il lento declino del convento. Prima con la soppressione voluta dal governo francese (1801) che ne destinò i locali a uso pubblico. Quindi con il passaggio al Comune che, poco dopo la metà del secolo, procedette alla sua quasi completa demolizione per far posto al Reale collegio, oggi sede del Liceo Govone. Fortunatamente la chiesa si salvò: divenuta proprietà della parrocchia della Cattedrale, venne assegnata alla Confraternita del Sacro Cuore e riaperta al culto nel 1826. L’ultima porzione del convento, che comprendeva l’antica aula capitolare, fu incredibilmente abbattuta nel 1960. La chiesa, oggetto di un primo intervento conservativo negli anni Trenta del secolo scorso, dal 1975 viene gestita dalla Famija Albèisa che ne ha promosso il completo restauro e ne cura tuttora la manutenzione .

 

 

Chiesa di San Domenico

 Via Teaobaldo Calissano ang. Via Accademia

 Tel. 0173 441742 - 328 8390002

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Orario di apertura

 dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00

 sabato e domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 18.30

 

 

 

 

Volta 

Affresco di San Sebastiano

Navata