Aumentata di 100 unità la popolazione residente, nel 2019

Il Comune di Alba ha una popolazione residente di 31.606 abitanti, 14.972 maschi e 16.634 femmine. Secondo i dati estrapolati dal data base comunale al 31 dicembre 2019, la popolazione residente è aumentata di 100 unità rispetto al 31 dicembre 2018 quando era 31.506.

I minori di 18 anni sono 4.722, gli ultra 65enni sono 8.106, gli ultra novantenni sono 378, i residenti che festeggiano 100 anni quest’anno sono 10, gli anziani ultra centenari nati prima del 1919 sono 10.

Nel 2019 sono nati 223 bambini residenti: 112 maschi e 111 femmine. Di questi, 41 sono bimbi nati da genitori stranieri che hanno avuto 21 maschi e 20 femmine.

I residenti morti sono stati 350: 160 uomini e 190 donne.

Gli stranieri residenti sono 3.734: 1.695 maschi e 2.039 femmine. I minori sotto i 18 anni sono 771, mentre gli ultra 65enni sono 159. Rispetto all’anno precedente, la popolazione straniera è diminuita di 50 unità. Infatti, al 31 dicembre 2018 era 3.784.

Gli immigrati presenti ad Alba provengono soprattutto da Romania (1.509), Marocco (440), Albania (364), Macedonia (274) e Bulgaria (161).

Per quanto riguarda lo stato civile, durante l’anno scorso in città sono stati celebrati 100 matrimoni. Di questi, 58 sono matrimoni solo con rito civile, il rimanente 42 con cerimonia religiosa.

Nell’arco del 2019 ad Alba è stata celebrata 1 unione civile.

Contributi alle imprese sulla tassa rifiuti

Anche quest’anno, l’Amministrazione comunale di Alba ha stanziato una somma a sostegno delle imprese maggiormente colpite dalla tassa rifiuti (Tari).

A tal fine è stato approvato un bando per la regolamentazione delle istanze e per la definizione dei requisiti.

Possono chiedere il contributo le aziende e le attività commerciali intestatarie di utenze Tari non domestiche, su immobili ubicati nel Comune di Alba che, alla data di presentazione della domanda, hanno regolarmente pagato la Tarsu 2012 e la Tari 2017 – 2018 e 2019 e non hanno ricevuto provvedimenti di accertamento sui suddetti tributi.

Le domande devono essere presentate entro le ore 12.00 del 20 dicembre 2019, utilizzando esclusivamente l’apposito modello allegato al bando reperibile all’ufficio Ambiente e sul sito del Comune di Alba: http://www.comune.alba.cn.it/

Le domande possono essere consegnate:


- a mano, esclusivamente, all’ufficio Protocollo del Comune di Alba in piazza Risorgimento, 1 (primo piano), dal martedì al venerdì 8.30 - 12.30, il sabato 8.30-12.00, apertura pomeridiana giovedì 14.30-16.30;

oppure


- attraverso posta elettronica certificata all’indirizzo: comune.alba@cert.legalmail.it, allegando il modulo di domanda di concessione del contributo debitamente compilato, completo di tutti gli allegati e firmato digitalmente (farà fede la data e l’ora di ricevimento dell’e-mail da parte del sistema).

Ulteriori dettagli sul testo integrale del bando reperibile sul sito internet del Comune o all’Ufficio Ambiente.

 

BANDO_TARI_2019_con_modulo di domanda

Museo dei Piccoli con Un mitico Natale!

Sabato 21 dicembre dalle ore 15.00 alle ore 18.00 nel Museo Civico “Federico Eusebio” di Alba ritorna il Museo dei Piccoli con “Un mitico Natale!”.

In occasione del Natale, un evento per bambini dai 5 ai 10 anni dedicato alla scoperta delle origini delle festività natalizie, delle tradizioni moderne e di quelle dei nostri avi romani, con tanti giochi e attività laboratoriali. Una riflessione sui simboli del Natale, sulle luci e sulle divinità antiche.

Durante l’iniziativa sarà realizzato insieme un manufatto da portare a casa.

Il biglietto di ingresso costa 1 euro a bambino ed include la merenda. Possono partecipare massimo 20 bambini.

Prenotazione obbligatoria scrivendo a: museo@comune.alba.cn.it; oppure telefonando allo 0173 292473 – 75.

Museo Civico “F. Eusebio”, via Vittorio Emanuele, 19 (Cortile della Maddalena) Alba.

Tartufo dell'Anno a Liliana Segre, sabato 14 dicembre ore 12.00


Nel 70° anniversario della Medaglia d’Oro assegnata alla capitale delle Langhe come città simbolo della Resistenza, andrà alla senatrice a vita Liliana Segre il Tartufo dell’Anno 2019.

«In un anniversario che ci ricorda la nostra storia, sono felice che il sindaco di Alba Carlo Bo e la presidente della Fiera Liliana Allena abbiano condiviso la mia idea che a ricevere il riconoscimento, quest’anno, fosse Liliana Segre - spiega il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio -. Non è la prima volta che il Tartufo bianco d’Alba con la sua grande forza mediatica si fa portavoce di temi importanti e difficili. Il tartufo è parte del dna del nostro territorio, così come lo è la Resistenza per cui tantissime persone hanno donato la propria vita tra le nostre colline. A 70 anni dalla Medaglia d’oro che questa terra ha ricevuto, pensiamo non ci sia persona più giusta per accogliere un gesto che ci auguriamo possa contribuire alla memoria. Perché affinché il passato sia d’insegnamento è fondamentale non dimenticare».

Il grande premio, riconoscimento che ha cambiato la storia di Alba, del suo Tuber magnatum Pico e del territorio di Langhe, Roero e Monferrato verrà consegnato alla senatrice Segre il prossimo sabato 14 dicembre, alle ore 12.00, nella sala storica del Teatro Sociale "Giorgio Busca" di Alba. Nella città che il 13 novembre del 1949, è stata decorata dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi con la medaglia d’oro al Valor Militare per il ruolo chiave nella Resistenza l’esempio della senatrice Segre è una occasione per mantenere vivo il ricordo della tragedia del passato, ma soprattutto combattere i pregiudizi e l’indifferenza per le tragedie del presente, sempre con la volontà di instaurare un dialogo aperto con le altre componenti della società, con ciò ispirandosi ai principi di libertà, democrazia e di rispetto delle persone.

«È straordinario l’esempio di Liliana Segre, con la sua infaticabile, direi quasi incredibile, volontà di promuovere pubblicamente l'amore per la vita, qualunque forma questa vita possa assumere, insieme al coraggio delle idee pacifiche e al biasimo dell'indifferenza. La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba con il suo premio più prestigioso è orgogliosa di unirsi al coro di quanti nel nostro paese si schierano al suo fianco e si oppongono ad ogni forma di odio» ha commentando Liliana Allena, Presidente della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba.

«Al ritorno dai campi di concentramento, Liliana Segre ha dovuto affrontare per anni la solitudine interiore dei sopravvissuti. La forza che ha trovato in sé le ha permesso di spendere la seconda parte della sua vita per mantenere viva la memoria di un tragico passato e per risvegliare le coscienze dall’indifferenza. Senatrice a vita dal 2018, ha coltivato la difesa dei principi fondamentali della Costituzione. La città di Alba, medaglia d’oro al valor militare, nello stigmatizzare ogni forma di odio, intende riconoscere la determinazione con cui Liliana Segre all’odio ha sempre contrapposto il dialogo e l’empatia» è il commento di Carlo Bo Sindaco della Città di Alba. 

Il Tartufo dell’Anno è assegnato ogni anno dall’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba e dalla Città di Alba a grandi protagonisti del presente, del mondo dello spettacolo, del costume e della politica internazionale. La tradizione del premio risale al 1929, quando il “Re del Tartufo” e fondatore della fiera, Giacomo Morra, ebbe l’intuizione di legare il “gioiello della terra” a uomini e donne di fama mondiale. Negli anni, a ricevere il tartufo dell’anno sono i grandi protagonisti del XX secolo come la Regina Elisabetta, i Presidenti degli Stati Uniti Harry Truman, Ike Eisenhower e John Fitzgerald Kennedy, il generale Charles De Gaulle, i Presidenti della Repubblica e del Consiglio italiani Giuseppe Saragat, Aldo Moro, Sandro Pertini e Giorgio Napolitano, le attrici Marylin Monroe, Sofia Loren, Monica Vitti, contribuendo così alla fama mondiale del tartufo bianco albese e della storica fiera. Negli anni recenti il premio è stato ricevuto da personaggi del cinema come i registi Francis Ford Coppola e Werner Herzog, le attrici Penelope Cruz e Claudia Cardinale, protagonisti della società italiana come Sergio Marchionne, Fabio Fazio, Marcello Lippi e infine nelle ultime due edizioni a Francesco, Papa Bergoglio e al compositore Ludovico Einaudi.

____________________________________________________________________________________________________________________________________________

Liliana Segre
Nata a Milano in una famiglia ebraica, ha vissuto col padre, Alberto Segre e i nonni paterni. La madre morì quando Liliana non aveva neanche compiuto un anno. Di famiglia laica, Liliana ebbe la consapevolezza del suo essere ebrea attraverso il dramma delle leggi razziali fasciste del 1938, in seguito alle quali venne espulsa dalla scuola che frequentava. Dopo l'intensificazione della persecuzione degli ebrei italiani, suo padre la nascose presso degli amici, utilizzando documenti falsi. Il 10 dicembre 1943 provò, assieme al padre e due cugini, a fuggire a Lugano, in Svizzera: i quattro furono però respinti dalle autorità del paese elvetico. Il giorno dopo, Liliana Segre venne arrestata a Selvetta di Viggiù, in provincia di Varese, all'età di tredici anni. Dopo sei giorni in carcere a Varese, fu trasferita a Como e poi a San Vittore a Milano, dove fu detenuta per quaranta giorni. Il 30 gennaio 1944 venne deportata dal binario 21 della stazione di Milano Centrale al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, che raggiunse dopo sette giorni di viaggio.

Fu subito separata dal padre, che non rivide mai più e che sarebbe morto il successivo 27 aprile. Il 18 maggio 1944 anche i suoi nonni paterni furono arrestati a Inverigo (provincia di Como); dopo qualche settimana anche loro vennero deportati ad Auschwitz e uccisi al loro arrivo, il 30 giugno 1944. Alla selezione, Liliana ricevette il numero di matricola 75190, che le venne tatuato sull'avambraccio. Fu messa per circa un anno ai lavori forzati presso la fabbrica di munizioni Union, che apparteneva alla Siemens.
Durante la sua prigionia subì altre tre selezioni. Alla fine di gennaio del 1945, dopo l'evacuazione del campo, affrontò la marcia della morte verso la Germania. Venne liberata dalle Forze armate statunitensi il primo maggio 1945 dal campo di Malchow, un sottocampo del campo di concentramento di Ravensbrück che fu liberato contemporaneamente anche dall'Armata rossa. Dei 776 bambini italiani di età inferiore ai 14 anni che furono deportati ad Auschwitz, Liliana fu tra i venticinque sopravvissuti.
Per molto tempo non ha mai voluto parlare pubblicamente della sua esperienza nei campi di sterminio. Come per molti bambini dell'Olocausto, il ritorno a casa e a una vita "normale" fu tutt'altro che semplice. Anche Liliana Segre ricorda di non aver trovato in quegli anni orecchie disposte ad ascoltarla: «Era molto difficile per i miei parenti convivere con un animale ferito come ero io: una ragazzina reduce dall'inferno, dalla quale si pretendeva docilità e rassegnazione. Imparai ben presto a tenere per me i miei ricordi tragici e la mia profonda tristezza. Nessuno mi capiva, ero io che dovevo adeguarmi ad un mondo che voleva dimenticare gli eventi dolorosi appena passati, che voleva ricominciare, avido di divertimenti e spensieratezza.» Dal 1990 è diventata instancabile la sua testimonianza delle persecuzioni naziste e, dopo una serie importante di riconoscimenti in tutto il paese, il 19 gennaio 2018, anno in cui ricadeva l'80º anniversario delle leggi razziali fasciste, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in base all'art. 59 della Costituzione, ha nominato Liliana Segre senatrice a vita "per avere illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale". È la quarta donna ad assumere tale incarico, dopo Camilla Ravera (1982), Rita Levi - Montalcini (2001) ed Elena Cattaneo (2013).

PER INFORMAZIONI
Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba
Piazza Medford, 3 - 12051, Alba Tel. +39 0173 361051 - info@fieradeltartufo.org
www.fieradeltartufo.org