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[uccelli]
Ricca
ed interessante risulta la collezione ornitologica.
Essa è costituita in massima parte (90% delle specie)
da quanto resta della collezione accumulata tra le due guerre
mondiali dal can. Giovanni Cerutti in un ventennio di lavoro
paziente e scrupoplosamente scientifico. Tale collezione,
ceduta al Museo dal Seminario di Alba che l'aveva ereditata,
sebbene mutilata di alcune specie, è utilissima a farci
conoscere quali ricchezze faunistiche possedesse l'Albese
in un passato ancora recente e quanto del suo patrimonio naturale
esso abbia perso nel volgere di pochi decenni. Gli uccelli
sono disposti in un'ampia vetrina, secondo criteri ecologici.
Un disegno di fondo riproduce la serie dei più comuni
ambienti della regione albese e fa comprendere meglio al visitatore
in quale contesto naturalistico sia più facile incontrare
le specie esposte. Osservando la vetrina da sinistra verso
destra si passa dagli uccelli che frequentano i corsi d'acqua
a quelli dei campi, dei frutteti, dei boschi e delle case.
Molte specie sono degne di nota: da quelle dalla carne
prelibata e quindi maggiormente cacciate dall'uomo
a quelle che i cacciatori ingiustamente indicano con il nome
di "nocivi"
che constituivano, con la loro presenza, un valido elemento
equilibratore nei confronti delle altre forme faunistiche
e che successivamente si sono ridotti di numero, ad eccezione
della poiana per la quale si sta attualmente registrando una
sensibile ripresa. Particolarmente interessante risulta anche
la ricchezza in uccelli
migratori, il
che sta ad indicare che il corso del Tanaro costituisce una
importante via di passaggio per tale avifauna.
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