Pinot
Gallizio (Alba 1902 - 1964) è stato uno dei protagonisti
della ricerca artistica europea tra gli anni '50 e '60. Chimico,
farmacista, erborista, cultore appassionato di ricerche archeologiche,
geologiche ed etnografiche, Gallizio incontra e pratica la pittura
negli ultimi 10 anni della sua vita. Anni intensi e carichi
di espressioni pittoriche, che segnano il percorso e il pensiero
dell'artista. Nel 1957 è tra i fondatori dell'Internazionale
Situazionista, cui contribuisce con la teoria e la pratica della
pittura industriale. I suoi lunghi "rotoli" di pittura industriale
danno vita nella "Caverna dell'antimateria", allestita
a Parigi nel 1959, ad un ambiente avvolgente e polisensoriale,
ricco di riferimenti scientifici e antropologici. Nei primi
anni '60 la pittura di Gallizio approfondisce il tema del segno,
ora declinato in termini narrativi, ora esplorato in chiave
materica e gestuale, in assonanza con l'apertura dell'informale
alla cultura dell'orientale. L'ultima stagione dell'artista
albese coincide con una nuova fase di ricerca, pienamente in
linea con i mutati orizzonti delle esperienze artistiche internazionali.
Ne sono espressione i quadr -oggetto del 1963-64 come
" Anticamera
della morte", opera che riassume e suggella
l'intero arco della sua esperienza artistica. Nel 1960 espone
allo Stedelijk Museum di Amsterdam, mentre nel 1964 la Biennale
di Venezia gli dedica una sala come omaggio e riconoscimento
del rilievo internazionale della sua opera. Nel centenario della
nascita il catalogo generale delle opere, realizzato grazie
al contributo della Fondazione Ferrero, raccoglie e analizza
le 1078 opere finora identificate fornendo indicazioni per una
corretta lettura e interpretazione del cammino pittorico di
un grande artista. |