INFESTAZIONI DI PROCESSIONARIA DEL PINO

 

Negli ultimi anni il Settore Fitosanitario della Regione Piemonte segnale che nel territorio piemontese si sono verificati fenomeni in espansione  di attacchi di processionaria del pino.

La processionaria del Pino "Traumatocampa pityocampa" è un lepidottero defogliatore che allo stato larvale si nutre degli aghi di diverse conifere, principalmente del Pinus nigra e P. sylvestris.  Si è rilevato, inoltre, che in ambienti urbani, vengono attaccate anche altre specie come cedri, pino marittimo, pino da pinoli, pino d'Aleppo.

Nido processionaria del pino

Le piante infestate si riconoscono nel periodo invernale per la presenza dei caratteristici nidi sericei sulle chiome.

 

 

 

Falena

 

In primavera questi alberi sono soggetti a defogliazione che, se interessano la parte apicale, possono provvocare l'arresto della crescita ma difficilmente conducono a morte la pianta ospìte. Nel corso della primavera le larve
scendono dalle piante infestate formando lunghe file per cercare anfratti nel terreno in cui incrisalidarsi per poi trasformarsi in adulti (falene = farfalle notturne) nel corso dell'estate.

 

 

Le infestazioni di questo insetto possono creare problemi alla salute di persone e animali domestici, in particolare i cani, in quanto a partire dal terzo stadio le larve sono provviste di peli urticanti che, rilasciati nell'aria, possono causare gravi irritazioni cutanee e delle vie respiratorie nonchè, nei casi di persono allergiche, anche shock anafilattico.

In considerazione dei rischi sanitari per le persone che frequentano località infestate si consigliano alcune norme di comportamento:

  • evitare si sostare sotto i pini o altre conifere;
  • non avvicinarsi alle piante che presentano nidi di processionaria e alle larve in processione sul terreno o sui tronchi;
  • non toccare a mani nude i nidi, le larve e la corteccia di alberi, arbusti o rami infestati;
  • non effettuare lavori che possono diffondere nell'aria i peli urticanti, ad esempio rastrellamento delle foglie o sfalcio dell'erba;
  • nel caso si rendesse necessario asportare i nidi, proteggersi adeguatamente con tuta, guanti, occhiali e maschera. I nidi asportati devono essere raccolti e bruciati;
  • tenere i cani al guinzaglio e lontani dalle conifere;
  • in caso di contatto fare tempestivamente una doccia e lavare gli indumenti a temperatura elevata. Se il contatto è avvenuto con le mucose, sciacquare subito le parti contaminate con acqua e bicarbonato (anche nel caso di cani, cavalli o altri animali);
  • in caso di irritazioni cutanee o congiutivali, di irritazione delle vie aeree o crisi asmatiche rivolgersi immediatamente al medico.

 Visti i possibili gravi danni determinati dalle infestazioni di questo lepidottero, da molti anni è presente uno specifico decreto di lotta obblitgatoria. Il provvedimento attualmente in vigore è il Decreto Ministeriale 30/10/2007 "Disposizioni per la lotta obbligatoria contro la processionaria del pino Traumatocampa pityocampa" pubblicato sulla G.U. n.40 del 16/02/2008. In base all'art.1 la lotta è obbligatoria nelle aree in cui il Settore Fitosanitaria ha stabilito che la presenza dell'insetto minacci seriamente la produzione o la sopravvivenza del popolamento arboreo. In Piemonte fino a questo momento sono state individuate aree di questo tipo perchè in genere gli attacchi di processinaria difficilmente compromettono la sopravvivenza dei popolamenti attaccati. L'art.4 prevede che eventuali interventi di profilassi, disposti dall'Autorità sanitaria competente per prevenire rischi per la salute delle persone o degli animali, siano effettuati secondo le modalità stabilite dal Settore Fitosanitario.

Pertanto:

  • nel caso di rischi sanitari i cittadini devono rivolgersi all'Autorità che deve tutelare la salute pubblica del territorio, quindi al Sindaco oppure, nel caso di grandi città, all'Azienda Sanitaria Locale, chiedendo che vengano ingiunti ai conduttori o proprietari delle conifere attaccate gli interventi atti all'eliminazione dell'infestazione;        
  • il Settore Fitosanitario definisce e divulga le tecniche di prevenzione e contenimento dell'insetto più opportune.

Va ricordato che a questo proposito, in base all'art.2, gli interventi sono effettuati a cura e a spesa dei proprietari o dei conduttori delle piante infestate.

 

A fronte di un progressivo incremento delle infestazioni, non ha fatto riscontro negli ultimi anni un'evoluzione delle tecniche di controllo tali da permettere una lotta più efficace contro questo lepidottero. In sostanza gli interventi risultano ancora quelli già consigliati in passato:

  • asportazione e distruzione dei nidi larvali (adottando adeguate misure protettive) nel periodo periodo più freddo dell'inverno, per eliminare le larve riparate al loro interno. Purtroppo a causa delle temperature miti capita sempre più spesso di vedere ammassi o processioni di larve attive sugli alberi o sul terreno anche in pieno inverno, invece che in primavera;
  • trattamenti insetticidi a fine estate contro le larve giovani con preparati microbiologici a base di Bacillus thuringiensis var. kurstaki o con l'insetticida regolatore di crescita Diflubenzuron.

 

Entrambi questi interventi riducono la pressione esercitata dall'insetto, ma non abbattono completamente l'infestazione. Il taglio dei nidi può essere applicato su un numero limitato di alberi infestati, di dimensioni non elevate, altrimenti diventa troppo oneroso. I trattamenti insetticidi non sono facili da applicare in zone con pendenze accentuale, in bosco, ecc. Sarebbero più efficaci se distribuiti con mezzo aereo (es. applicazioni con ultrabasso volume) interessando grandi superfici infestate. Peraltro l'attuale normativa rende oltremodo diffici l'applicazione di insetticidi con il mezzo aereo, quand'anche si tratti di prodotti  riconosciuti a ridotta tossicità per l'uomo e gli animali, come i formulati a base di Bacillus thuringiensis.

Tecniche come la cattura massale degli adulti (maschi) di processionaria con trappole a feromoni non sembrano dare grossi risultati nell'abbassare effettiavamente l'intensirà delle infestazioni in quanto, trattandosi di falene, le femmine possono spostarsi in volo per una quindicina di chilometri, colonizzando nuove aree.

Trattamenti endoterapici con sostanze insetticide (es. abamectina) inittate nei tronchi delle conifere attaccate, diretti contro le larve, sembrano assicurare una certa protezione nel tempo (fino a 2 anni e più) ma, oltre ad essere costosi e quindi applicabili solo su pochi alberi, in questo momento trovano problemi anche nell'essere autorizzati a seguito dell'entrata in vigore della normativa sull'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari. Anche l'uso di speciali anelli invischiati o meno e abbinati con un apposito sacco per la raccolta delle larve, da applicare attorno al tronco degli alberi infestati, è praticabile su un numero ridotto di piante.

In definitiva quindi le tecniche di lotta consigliate non sono di facile applicazione, risultano costose se interessano più alberi, non scongiurano la comparsa di nuove infestazioni nell'anno successivo.

Una possibilità nel medio periodo risiede nell'intervenire modificando la composizione dei popolamenti di conifere.Nell'autunno di quest'anno dovrebbe aprirsi un bando pubblico sulla misura 8.5 del Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020 di "Sostengo agli investimenti destinati ad accrescere la resilienza e il pregio ambientale degli ecosistemi forestali". Questa misura finanzia, tra gli altri, interventi selvicolturali di miglioramento della stabilità ecologica dei popolamenti favorendo la loro evoluzione verso tipologie di bosco più varie, con l'entrata delle latifoglie. Questa misura, in particolare nei popolamenti puri di pino, indirettamente agisce contro la processionaria.

La misura 8.3, il cui bando verrà aperto nel 2017, prevede anch'essa interventi selvicolturali preventivi e anche azioni di monitoraggio nei confronti delle fitopatie, ma non di azioni di lotta diretta.

Ulteriori informazioni sono reperibili su sito web della Regione Piemonte: http://www.regione.piemonte.it/agri/area_tecnico_scientifica/settore_fitosanitario/vigilanza/processionaria.htm

http://www.regione.piemonte.it/foresta/it/tutela/fitopatologie/conifere/processionaria.html