Concerto Premio Giovanni Mosca mercoledì 28 marzo alle ore 21.00

Anna Tonini Bossi 2018 

Ad Alba prosegue la 41esima Stagione di Musica da Camera organizzata dal Civico Istituto Musicale “Lodovico Rocca” di Alba in collaborazione con Asamimus (Associazione Amici dell'Istituto Musicale).

Il prossimo evento è il “Concerto Premio Giovanni Mosca” in programma per mercoledì 28 marzo alle ore 21.00 nella chiesa di San Giuseppe (piazzetta Vernazza, 6).
Anna Tonini Bossi al violoncello e Nicola Davico al pianoforte intoneranno brani di Ludwig van Beethoven, Marin Marais, Karl Jul'evič Davydov, Johann Sebastian Bach.

Programma:
M. Marais Variazioni da “Folìes d’Espagne” per violoncello solo
(trascrizione dall’originale per viola da gamba)
J. S. Bach Sonata n. 1 in Sol Maggiore per viola da gamba e clavicembalo
I. Adagio
II. Allegro ma non tanto
III. Andante
IV. Allegro moderato

L. Van Beethoven Sonata op. 5 n. 2 per violoncello e pianoforte
I. Adagio sostenuto ed espressivo
II. Allegro molto più tosto presto
III. Rondò. Allegro

C. Davidoff “At the Fountain” op. 20 n. 2 per violoncello e pianoforte

Anna Tonini-Bossi, nata Savigliano (CN) nel 1996, comincia lo studio del violoncello all'età di otto anni sotto la guida del professor Marco Allocco. Dopo aver sostenuto da privatista gli esami di solfeggio, pianoforte complementare e Compimento inferiore nel Conservatorio Statale di Musica "G. F. Ghedini" di Cuneo, si iscrive al liceo classico internazionale di Alba e continua lo studio del violoncello privatamente con la professoressa Elizabeth Wilson. Dal 2010 al 2014 frequenta i corsi estivi di musica da camera organizzati da Xenia Ensemble, seguendo Masterclasses con Roham de Saram, Simon Rowland Jones, Simone Gramaglia, Quartetto di Cremona. Formato un quartetto insieme ad altri tre allievi del corso, partecipa nel 2013 alla Masterclass tenuta dal quartetto Prometeo presso l'Accademia filarmonica romana. Nell'anno scolastico 2013/2014 è ammessa al corso di alto perfezionamento con Natalia Gutman presso il conservatorio "G. Verdi" di Torino e l'anno seguente continua a seguire le lezioni con la grande solista presso la Scuola di Musica di Fiesole. Nell'ottobre del 2015, dopo aver conseguito la maturità classica con 100/100 e lode, insieme all'Esabac (Baccalauréat francese), sostiene gli esami di ammissione all'università della musica di Vienna (MDW), dove è attualmente iscritta al quinto semestre nella classe della professoressa Maria Sellner. Frequenta regolarmente le lezioni di musica da camera nelle classi dei prof. Peter Matzka, Johannes Meissl e Stefan Mendl. Nel 2017 vince il terzo premio al Concorso per giovani Musicisti "Città di Treviso" e il primo al Concorso "Giovanni Mosca" di Alba. Nell'estate del 2017 partecipa alla Masterclass con il prof. Giovanni Gnocchi a Santu Lussurgiu in Sardegna, dove ha l'occasione di esibirsi in un concerto di musica da camera a fianco di musicisti di fama europea, come Milena Simović e Roman Simović, primo violino della London Symphony Orchestra.

Nicola Davico (1977) si diploma in Pianoforte (1996) con il M° Valter Protto e si laurea con lode in Letteratura tedesca all’Università di Torino (2004). Studia Musica Corale e Direzione di Coro con il M° Sergio Pasteris e nel 2005 si diploma in Composizione sotto la guida del M° Giulio Castagnoli per proseguire gli studi all’Universität der Künste (Università delle arti) di Berlino (2005-2006). Nel 2009 consegue con lode la Laurea di II livello in Composizione con il M° Giuseppe Elos presso il Conservatorio di Torino. Vincitore di concorsi pianistici nazionali ed internazionali, ha all’attivo numerosi concerti solistici e collaborazioni con solisti prestigiosi. Alcune sue composizioni per orchestra da camera e sinfonica sono state eseguite in sedi prestigiose (Accademia di Belle Arti di Torino, Palazzo Promotrice delle Belle Arti di Torino, Salone del Conservatorio di Torino). Tra i suoi lavori, il Diptych – Homage to F.K. gli è valso il I premio all’VIII Concorso Internazionale di Alice Bel Colle 2009. È stato relatore in importanti conferenze in Italia e all’estero (Lucca, Bangor, Salonicco, Vilnius, Atene, Lisbona, Tblisi, Dublino) riguardanti in particolar modo la produzione musicale moderna e contemporanea. È stato assistente del prof. Enzo Restagno, direttore artistico del festival internazionale MITO Settembre Musica. Per MITO ha tradotto dal tedesco i libri Arvo Pärt allo specchio (2004, Il Saggiatore Musiche della Corea (2007, BMG Ricordi) e parte del volume Lachenmann – Rihm: conversazioni e scritti (2010, BMG Ricordi). È autore del saggio monografico Oltre - Robert Schneider e l’esplorazione dell’incomprensibile (2005, Firenze Libri - Maremmi Editori) e di numerosi articoli su riviste musicali internazionali. Il suo interesse per le culture extra-europee lo spinge in India, dove trascorre l’estate del 2013 tra Mumbai e Calcutta studiando le basi della musica classica indostana sotto la guida del maestro Fr. Charles Vas. Dal 2006 è insegnante di Pianoforte e Esercitazioni Orchestrali presso l’Istituto Musicale di Canale e del Roero e dal 2008 insegna Armonia, Storia della musica e Composizione presso il Civico Istituto Musicale “L. Rocca” di Alba. È direttore artistico del Festival annuale di musica da camera San Giuseppe.

«Il programma di questo concerto si presenta come una breve storia del violoncello dalle sue origini (fine XVII secolo) ai più moderni sviluppi novecenteschi. Marin Marais (1656-1728) è stato uno dei più importanti musicisti e suonatori di viola da gamba nell’epoca di re Luigi XIV. Personaggio multiforme divenuto più noto al pubblico in seguito allo splendido romanzo di Quinard Tous les matins du monde, Marais passa in poco tempo dall’essere semplice violista dell’orchestra di corte con a capo Jean Baptiste Lully a compositore di brani per viola da gamba, a operista acclamato, fino a diventare direttore d’orchestra permanente all’Académie Royal de Musique. Allievo dello straordinario Monsieur de Sainte-Colombe (dedicatario di un magnifico Tombeau di cui consigliamo caldamente l’ascolto), Marin Marais è senz’altro compositore tra i più raffinati di fine ‘600 tramite cui avvicinarsi alla viola da gamba, e – chiaramente – alla musica antica. Con Bach (1685-1750) si compie un salto di pochi decenni per arrivare a un risultato compositivo-sonoro completamente diverso. La musica, da intimamente riflessiva o molto superficiale quale allo stesso tempo poteva essere, si muove verso una nuova direzione più ragionata. Le sonate per viola da gamba, come pressoché tutte le più importanti composizioni del Maestro di Eisenach, sono un perfetto risultato di contrappunto, perizia tecnica strumentale e poesia. A noi, ascoltatori mediocri in questo mondo musicale per lo più infantile, le sue opere potrebbero sembrare animali impagliati di un vecchio museo cui è stata tolta la polvere per una breve visita di cortesia. Chi avrà la pazienza di avvicinarsi a questi piccoli universi musicali con occhio più attento scoprirà che ancora possono svelare angoli insospettati di pura bellezza compositiva. Il Beethoven (1770-1827) delle sonate per violoncello certamente non è il compositore oscuro e pensieroso che ci si aspetta solitamente: ci troviamo di fronte a un musicista che ha veramente ricevuto “dalle mani di Haydn lo spirito di Mozart”, come scrive il conte von Waldstein nell’ottobre 1792. Queste sonate già rivelano in nuce tutti i tratti posteriori beethoveniani (tra cui soprattutto pienezza armonica e impressionante capacità di manipolazione del materiale musicale) ma sono ancora fresche, scorrevoli, come più non saranno le sue opere nell’arco di pochi anni a venire. Il violoncello, ormai perfettamente rapportabile a quello odierno per fattura e tecnica, dialoga con il pianoforte con piena consapevolezza di sé, fiducioso della posizione che assumerà nel Romanticismo: uno strumento (insieme al corno) tra i preferiti da tutti i compositori per le sue possibilità timbriche e di tessitura. Karl Davidoff (Karl Yulievich Davydov, 1838-1889) fu soprannominato da Tchaikovsky lo “zar dei violoncellisti”. Davydov fu un buon didatta e un compositore dilettante – nell’accezione più vera del termine. Ma soprattutto fu sublime strumentista, cui venne omaggiato un eccelso violoncello Stradivari che ancor oggi porta il suo nome. Il brano in programma è estratto da quattro brani altamente descrittivi (Sabato mattina, Alla Fontana, Presso la culla e Tramonto) che in qualche modo richiamano alla mente i trittici orchestrali di Respighi: una musica a tratti alterni tanto meditativa e intima quanto ricca e sensuale, che rappresenta perfettamente il pensiero strumentale romantico. A tutti un buon ascolto».
Nicola Davico