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(6 marzo 2009) Giovedì 19 marzo, penultimo concerto della XXXII Stagione di Musica da Camera di Alba.
Nella Chiesa di Santa Caterina Alba, alle ore 21, si esibirà in concerto Daniele Gatto, diplomato in pianoforte all’Istituto Musicale “Lodovico Rocca”. Eseguirà un omaggio a Mendelssohn, nella ricorrenza dei duecento anni dalla nascita, e brani di Beethoven, Brahms e Rachmaninov.
Due diplomati del Conservatorio di Alessandria, Giovanna Vivaldi al violoncello e Matteo Costa al pianoforte, presenteranno al pubblico la Sonata in re maggiore op 58 di Mendelssohn.
Giovanna Vivaldi si è laureata in violoncello nel 2008 con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio di Alessandria con Claudio Merlo.
Sta per conseguire la laurea di secondo livello ed è assistente della classe di violoncello nei corsi di propedeutica strumentale. Frequenta gli studi di composizione nella classe di Antonio Galanti ed è diplomanda del corso triennale di musicoterapia presso l’APIM di Genova.
Ha collaborato con le Orchestre dell’Accademia Laboratorio Europeo della Musica (anche come solista), da Camera del Conservatorio di Alessandria, Classica di Alessandria, Camerata Ducale di Vercelli.
Ha partecipato a masterclass con il Trio di Alessandria, con il Quartetto Alkan, Quartetto di Torino, Quartetto Prometeo, Quartetto Xenia Ensemble. Vincitrice di una borsa di studio, è stata invitata a seguire masterclass presso la University of Georgia School of Music. Nel 2007 ha frequentato, in formazione di quartetto con pianoforte, il corso di musica da camera al Kuhmo chamber music course in Finlandia, dove è stato conferita al quartetto una menzione d’onore per l’esecuzione del Quartetto K. 478 di Mozart al concerto finale.
È stata premiata ai Concorsi di: Asti, Cortemilia, Moncalieri, Roma, Alice Bel Colle e Alessandria.
Daniele Gatto ha studiato presso l’Istituto Musicale «Lodovico Rocca» di Alba con Massimiliano Pinna e con Carmen Sampaolo, con la quale si è diplomato in pianoforte presso il Conservatorio di La Spezia.
Attualmente continua ad approfondire gli studi pianistici con Carmen Sampaolo e con Gian Maria Bonino. È inoltre studente di organo presso l’istituto albese nella classe di Fabio Giachino.
Svolge attività didattica e concertistica sia in veste solista sia di accompagnatore e collabora stabilmente nell’Associazione Lirica Fiori d’Arte ed è laureando in economia.
Matteo Costa si è diplomato all’età di 19 anni con il massimo dei voti presso il Conservatorio di Genova e contemporaneamente ha seguito i corsi di formazione cameristica tenuti da Marcello Bianchi, Daniela Demicheli e Nicholas Chumachenko. Ha partecipato ai corsi di Aldo Ciccolini, Bruno Canino e Piernarciso Masi.
Ha vinto numerosi concorsi a livello nazionale e internazionale e nell’estate 2001 ha eseguito il Concerto K. 467 di Mozart con l’Orchestra di Belluno diretta da Delio Cassetta, in occasione del Festival Sinfonico di Belluno.
Nel 2005 ha conseguito il diploma di perfezionamento del biennio di specializzazione a indirizzo didattico con il massimo dei voti e lode presso il Conservatorio di Torino con Daniela Carapelli e, nel 2007, il diploma triennale di musica da camera per clavicembalo e strumenti ad arco con Marcello Bianchi e Daniela Demicheli presso l’Accademia di musica sacra antica di Alessandria dove è attivo come accompagnatore al cembalo per il master di oratorio barocco tenuto da Luca Franco Ferrari. È Presidente dell’Associazione Pantheon di Genova.
“Una stagione che si apre sulle note del Quartetto op. 47 di Schumann e che volge a conclusione con il Trio op. 49 di Mendelssohn non può che essere degna di attenzione. Il Trio op. 49, che “costringe” quel severo critico musicale che è Schumann a parlare dell’autore come del «Mozart del secolo XIX», è una delle perle più preziose della musica da camera dell’Ottocento.
E proprio Mendelssohn, compositore che, a parere di Schumann, «potrebbe - con la sua musica - rendere infedele in pochi minuti la ragazza più innamorata», costituisce il fil rouge della stagione.
I duecento anni trascorsi dalla sua nascita sono soltanto la giustificazione più superficiale di questa scelta: ancora molto può insegnare l’opera di questo autore compresso in un’epoca che tanti nomi ha consegnato alla storia.
I programmi dedicati a Mendelssohn presentano una buona visione d’insieme delle sue composizioni: il già citato Trio, alcune Romanze senza parole, una Sonata giovanile per violino e pianoforte e due brani della sua maturità -i Konzertstücke op. 113 e 114- tratti dal repertorio orchestrale.
Fanno eccezione un primo concerto, dedicato a Schumann e Brahms, perfetto contraltare ai trii della chiusura di stagione, e un secondo, che - per stare in tema di ricorrenze - vede un’ode e un’aria di Haendel (nel 250° anniversario della morte) incorniciare un brano di Purcell (nel 350° dalla nascita).
Una stagione concertistica in edizione Anniversary che, anche negli spazi riservati a compositori meno acclamati (Rachmaninov o Kreisler), certamente non mancherà di offrire spunti interessanti e pagine da riscoprire nella loro freschezza”.
Nicola Davico
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