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Alba: Buon compleanno Mendelssohn
Terzo concerto della Stagione di Musica da Camera di Alba


 
 

(4 marzo 2009) A parere di Schumann, il compositore Mendelssohn «potrebbe, con la sua musica, rendere infedele in pochi minuti la ragazza più innamorata», scrive Nicola Davico, che si esibirà al pianoforte in duetto con il violino di Andrea Bertino, lunedì 16 marzo, alle 21, nella sala storica del Teatro Sociale di Alba.
Di Felix Mendelssohn-Bartholdy eseguiranno la sonata in fa maggiore e di Fritz Kreisler, celebre violinista e compositore, la Chanson Louis XIII e Pavane.
Sono trascorsi duecento anni dalla nascita dei Mendelssohn, un autore compresso in un’epoca che tanti nomi ha consegnato alla storia, ma che molto può ancora insegnare.

Andrea Bertino, diplomato al Conservatorio di Milano nel 1994 sotto la guida di Ivan Krivenski è stato premiato in diversi concorsi nazionali e internazionali tra i quali il Premio speciale borsa di studio «Emma Maria Ferraris» di Alessandria.
Nel 1995 è stato vincitore della selezione intitolata a Dino Giannini “Un violino per sognare” di Senigallia con Brodski come presidente della giuria, maestro con il quale ha proseguito gli studi. Si è inoltre perfezionato con valenti violinisti quali Vernikov e Veitzner nella scuola di Portogruaro, Ughi all’Accademia Chigiana, Shikhmurzaewa presso il Conservatorio di Stato di Mosca.
Ha conseguito il diploma al corso triennale di perfezionamento all’Accademia «Romano Romanini» di Brescia. Svolge un’intensa attività concertistica soprattutto in duo con il fratello Alberto, pianista, e con Gianfranco Pappalardo Fiumara e ha collaborato con diverse formazioni tra le quali l’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, l’Orchestra «Antonio Vivaldi» di Alessandria e l’Orchestra Giovanile di Torino, ricoprendo il ruolo di primo violino.
L’interesse per la musica etnica e la musica contemporanea si esprime nelle sue collaborazioni con i gruppi Fairy Tales, Fianna e Apostrofo ‘900.
Ha registrato inoltre per varie emittenti televisive italiane e per la Radio Svizzera Italiana e attualmente è titolare della cattedra di violino presso il Civico Istituto Musicale «Lodovico Rocca» di Alba.

Nicola Davico è diplomato in pianoforte e composizione presso il Conservatorio di Torino ed è laureato in letteratura tedesca all’Università di Torino. Ha studiato inoltre all’Università delle arti di Berlino e attualmente segue il biennio superiore di composizione.
Vincitore di concorsi pianistici nazionali e internazionali, ha all’attivo concerti in Italia e all’estero, collaborazioni con solisti prestigiosi e numerosi articoli e conferenze nell’ambito della musica classica, con particolare attenzione alla produzione moderna e contemporanea. Ha curato la traduzione del libro Arvo Pärt allo specchio e del volume Musiche della Corea ed è autore del saggio monografico Oltre - Robert Schneider e l’esplorazione dell’incomprensibile.
È stato assistente di Enzo Restagno, direttore artistico del festival Torino Settembre Musica, al quale partecipa attivamente nelle vesti di germanista e di musicologo.
Dal 2007 è docente di storia della musica e armonia presso il Civico Istituto Musicale «Lodovico Rocca» di Alba.

 

 

“Una stagione che si apre sulle note del Quartetto op. 47 di Schumann e che volge a conclusione con il Trio op. 49 di Mendelssohn non può che essere degna di attenzione. Il Trio op. 49, che “costringe” quel severo critico musicale che è Schumann a parlare dell’autore come del «Mozart del secolo XIX», è una delle perle più preziose della musica da camera dell’Ottocento.
E proprio Mendelssohn, compositore che, a parere di Schumann, «potrebbe - con la sua musica - rendere infedele in pochi minuti la ragazza più innamorata», costituisce il fil rouge della stagione.
I duecento anni trascorsi dalla sua nascita sono soltanto la giustificazione più superficiale di questa scelta: ancora molto può insegnare l’opera di questo autore compresso in un’epoca che tanti nomi ha consegnato alla storia.
I programmi dedicati a Mendelssohn presentano una buona visione d’insieme delle sue composizioni: il già citato Trio, alcune Romanze senza parole, una Sonata giovanile per violino e pianoforte e due brani della sua maturità -i Konzertstücke op. 113 e 114- tratti dal repertorio orchestrale.
Fanno eccezione un primo concerto, dedicato a Schumann e Brahms, perfetto contraltare ai trii della chiusura di stagione, e un secondo, che - per stare in tema di ricorrenze - vede un’ode e un’aria di Haendel (nel 250° anniversario della morte) incorniciare un brano di Purcell (nel 350° dalla nascita).
Una stagione concertistica in edizione Anniversary che, anche negli spazi riservati a compositori meno acclamati (Rachmaninov o Kreisler), certamente non mancherà di offrire spunti interessanti e pagine da riscoprire nella loro freschezza”.

Nicola Davico