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(20 febbraio 2009) Giovedì 26 febbraio alle 21, aTeatro Sociale di Alba, aprirà la trentaduesima Stagione di Musica da Camera.
Una stagione che si apre sulle note del Quartetto op. 47 di Schumann e che volge a conclusione con il Trio op. 49 di Mendelssohn non può che essere degna di attenzione, scrive Nicola Davico.
Ad eseguire Schumann sarà il “Quartetto di Alessandria”, composto da Maurizio Cadossi al violino, Marcello Bianchi alla viola, Claudio Merlo al violoncello e Marco Vincenzi al Pianoforte.
In programma ci sarà anche il quartetto op 60 per pianoforte e archi di Johannes Brahms, per presentare al pubblico due dei più famosi compositori del periodo romantico, tra i velluti della sala ottocentesca del Teatro albese.
Maurizio Cadossi brillantemente diplomato presso il Conservatorio di Parma, ha frequentato i corsi di perfezionamento di Henry Szeryng al Conservatorio di Ginevra. È cresciuto alla scuola di Elisa Pegreffi e Franco Rossi, Dario De Rosa e Giuliano Carmignola.
È membro del Trio Brahms, primo violino dell’Accademia Strumentale Italiana e fondatore del gruppo Orfei Farnesiani, col quale sta realizzando numerose incisioni. È titolare della cattedra di musica d’assieme per strumenti ad arco presso il Conservatorio di Alessandria.
Marcello Bianchi si è diplomato in violino con il massimo dei voti e lode al Conservatorio di Alessandria con Mario Ferraris e si è quindi perfezionato con Alfonso Mosesti (musica da camera, repertorio barocco), Sandor Vegh e con Nicholas Chumachenco, seguendo al contempo i Corsi di tecnica Alexander tenuti da Noam Renen. Successivamente ha conseguito il diploma di viola presso il Conservatorio di Torino.
Primo premio assoluto ai Concorsi Internazionali di Aberdeen e Vittorio Veneto, ha effettuato registrazioni televisive e radiofoniche per Rai e Bbc ed è attualmente docente di violino presso il Conservatorio di Alessandria.
Claudio Merlo si è diplomato in violoncello sotto la guida di Marco Perini, diplomandosi nel 1988 con il massimo dei voti e la lode e poi ha frequentato i corsi di perfezionamento presso la Fondazione «Walter Stauffer» di Cremona tenuti da Rocco Filippini.
Nel ruolo di violoncellista del Quartetto Aries ha tenuto diversi concerti in Italia, Spagna e Francia, culminati con un recital presso l’Auditorium Nazionale di Madrid, mentre con il Trio di Alessandria è stato invitato nell’aprile 2003 dall’Università della Georgia per una serie di concerti e stages.
È primo violoncello dell’Orchestra Sinfonica di Savona e ha collaborato con l’Orchestra Sinfonica «Arturo Toscanini», dove è risultato anche vincitore di concorso. Titolare di cattedra di violoncello presso il Conservatorio di Alessandria, suona un violoncello «Gaetano Gadda» del 1954.
Marco Vincenzi, genovese, si è diplomato in pianoforte con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio della sua città, vincendo il premio per il miglior diploma dell’anno. In seguito ha studiato con Maria Tipo al Conservatorio Superiore di Ginevra, ottenendo il Prix de Virtuosité nel 1986. Si è distinto in numerosi concorsi tra i quali il Concorso Internazionali di Stresa e della Sommerakademie del Mozarteum di Salisburgo.
È stato invitato come solista dalle Orchestre del Maggio Musicale Fiorentino, di Padova e del Veneto, Sinfonica di Sanremo, la Camerata Strumentale di Prato. In ambito cameristico, collabora con Cristiano Rossi, con il Nuovo Quartetto Italiano, il Quartetto Fonè, il Quartetto di Fiesole e i Solisti della Scala.
Ha curato i volumi Ferruccio Busoni e il pianoforte del Novecento e Drammaturgie musicali del Novecento. È direttore del Centro Studi Musicali «Ferruccio Busoni» di Empoli e direttore artistico del Concorso Internazionale «Arcangelo Speranza» di Taranto.
“Una stagione che si apre sulle note del Quartetto op. 47 di Schumann e che volge a conclusione con il Trio op. 49 di Mendelssohn non può che essere degna di attenzione. Il Trio op. 49, che “costringe” quel severo critico musicale che è Schumann a parlare dell’autore come del «Mozart del secolo XIX», è una delle perle più preziose della musica da camera dell’Ottocento.
E proprio Mendelssohn, compositore che, a parere di Schumann, «potrebbe - con la sua musica - rendere infedele in pochi minuti la ragazza più innamorata», costituisce il fil rouge della stagione.
I duecento anni trascorsi dalla sua nascita sono soltanto la giustificazione più superficiale di questa scelta: ancora molto può insegnare l’opera di questo autore compresso in un’epoca che tanti nomi ha consegnato alla storia.
I programmi dedicati a Mendelssohn presentano una buona visione d’insieme delle sue composizioni: il già citato Trio, alcune Romanze senza parole, una Sonata giovanile per violino e pianoforte e due brani della sua maturità -i Konzertstücke op. 113 e 114- tratti dal repertorio orchestrale.
Fanno eccezione un primo concerto, dedicato a Schumann e Brahms, perfetto contraltare ai trii della chiusura di stagione, e un secondo, che - per stare in tema di ricorrenze - vede un’ode e un’aria di Haendel (nel 250° anniversario della morte) incorniciare un brano di Purcell (nel 350° dalla nascita).
Una stagione concertistica in edizione Anniversary che, anche negli spazi riservati a compositori meno acclamati (Rachmaninov o Kreisler), certamente non mancherà di offrire spunti interessanti e pagine da riscoprire nella loro freschezza”.
Nicola Davico
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