Romolo Augusto: un pazzo che alleva polli.

Al teatro di Alba va in scena Romolo, il grande

di Dürrenmatt con Mariano Rigillo, regia di Roberto Guicciardini.

 

Un imperatore che preferisce allevare polli piuttosto che fronteggiare l’invasione del nemico; un governo in cui gli unici funzionari ad avere potere sono il cuoco ed i due camerieri; il destino di un grande impero lasciato nelle mani di un fannullone incompetente… Eppure l’imperatore Romolo Augusto, a cui la storia attribuisce la fine dell’impero romano, non è un pazzo incosciente ma un uomo dotato di lucida consapevolezza e che, soprattutto, non vuole mentire a sé stesso. Questo pezzo di storia riletto in modo divertente e spietato dall’autore svizzero Friedrich Dürrenmatt diventa il testo della commedia ROMOLO, IL GRANDE in scena al Sociale “Giorgio Busca” di Alba martedì 26 gennaio 2010 alle ore 21 nella sala M. Abbado (rassegna “Grande teatro”). Lo spettacolo –  una “commedia storica che non si attiene alla storia”, come recita il sottotitolo – vede sul palco Mariano Rigillo, Anna Teresa Rossini ed altri sedici attori diretti da Roberto Guicciardini.

 

Lo spettacolo è spassoso, divertente ma anche spietato, bizzarro e cinico. Come nel testo di Dürrenmatt, Romolo Augusto detto Romolo Augustolo, viene dipinto come un imperatore scellerato ed indolente, la cui unica preoccupazione è mangiare, dormire e svendere i busti degli imperatori ad un antiquario in cambio di pochi soldi. Insensibile rispetto alla rovina dell’impero, del catastrofico stato delle casse imperiali, Romolo intralcia anche l’estremo tentativo di salvare l’impero facendo sposare sua figlia Rea, aspirante attrice, con l’industriale Cesare Rupf, per una salvifica fusione fra impero romano e Superditta di pantaloni. Ma l’imperatore che per vent’anni tutti hanno ritenuto un buffone, in realtà sta perseguendo un disegno molto più grande: Romolo Augusto si erge a giudice dell’impero romano e lo condanna a morte a causa della sua corruzione e del sangue inutilmente versato. Lo spettacolo, scanzonato e buffonesco nella prima parte, diventa un vero e proprio monito nell’ultimo atto: è un invito alla riflessione, una sferzante denuncia contro tutte le tirannie e contro tutte le perversioni ad esse legate, «un testo contro la guerra – sottolinea il regista – ambientato nel quinto secolo dopo Cristo, ma che mai come in questi giorni torna di particolare, raccapricciante, attualità».

 

I biglietti per lo spettacolo Romolo, il grande sono in vendita al botteghino del teatro in piazza V. Veneto ad Alba (orario: dal martedì al sabato, dalle ore 17.30 alle ore 19.30, tel. 0173/35189). Prezzo biglietti: poltronissime € 25,00 (ridotto € 23,00); primi posti € 22,00 (ridotto 20,00); secondi posti € 20,00 (ridotto 18,00).

 

Informazioni:

Teatro sociale “G. Busca” - piazza Vittorio Veneto 3, Alba – Tel. 0173 35189 - fax 0173 363326

www.comune.alba.cn.it - teatro.sociale@comune.alba.cn.it