Giovedì 11 febbraio 2010, ore 21

 

MY FAIR LADY

 

testi e liriche di Alan Jay Lerner

musiche di Frederick Loewe

traduzione e adattamento di Corrado Abbadi

con Antonella Degasperi, Fabrizio Macciantelli, Carlo Monopoli,

Raffaella Montini, Francesca Dulio

coreografie di Giada Bardelli

direzione musicale di Marco Fiorini

COMPAGNIA CORRADO ABBADI

 

 

Il professor Higgins, noto studioso di fonetica, dopo una serata all’opera, si imbatte nella giovane fioraia Eliza Doolittle ed è a tal punto colpito dai suoi modi rozzi e dal suo parlare sgraziato, da scommettere con un suo collega e amico, il colonnello Pikering, che riuscirà a trasformare, tempo sei mesi, la cenciosa fioraia in una raffinata donna degna dell’alta società. La giovane si trasferisce dunque in Wimpole Street a casa del professore dove la governante, signora Pearce, la renderà presentabile con abiti nuovi e un bel bagno caldo. Il padre di Eliza, il gaudente Alfred, amante delle buone bevute in compagnia, saputo dell’interesse del professore per la figlia, si presenta per sfruttare la situazione. Higgins è comunque favorevolmente impressionato da quest’uomo e, a modo suo, lo aiuterà. Hanno dunque inizio le laboriose lezioni volte a far perdere alla ragazza le terribili inflessioni dialettali. Dopo un primo fallito tentativo di presentare Eliza in società (alle corse ad Ascot), il professore Higgins può finalmente considerare riuscita la sua opera allorché Eliza ottiene unanime apprezzamento al gran ballo della Regina di Transilvania. Per Higgins e il suo amico colonnello Pikering, l’esperimento può così dirsi concluso ed, ignorando la ragazza, si congratulano a vicenda. Eliza si sente oltraggiata, frustrata e incompresa. Arrabbiata e delusa abbandona la casa del professore e accetta la tenera comprensione del giovane aristocratico Freddy Eynsford-Hill che si è sinceramente innamorato di lei al ballo. Eliza vorrebbe tornare ad essere quella che era prima dell’incontro con Higgins, ma ormai ha una nuova personalità e questa le impedisce di tornare alla vecchia vita e d’altra parte è ormai profondamente innamorata del suo maestro. Accompagnata da Freddy vuole comunque tornare al mercato di fiori a Covent Garden ed è qui che reincontra suo padre che, diventato ricco grazie all’interessamento proprio di Higgins, decide di sposarsi e di condurre una vita borghese, ma intanto festeggia passando la notte a bere e a cantare con gli amici. Higgins intanto è rimasto solo e soltanto adesso si accorge dell’importanza di Eliza e confessa che non può vivere senza di lei. Eliza è ora giudice-arbitro del proprio destino: sceglierà il burbero Higgins o il tenero Freddy?  …Al cuor non si comanda!

 

Approfondimento

di Corrado Abbati

«Sognare, amare, cantare, danzare: questi sono gli elementi distintivi che diventano linea guida di questo grande operetta. Nella prefazione a Pigmalione, il testo da cui è tratta My Fair Lady, G.B. Shaw fa cenno ad una commedia didattica sull’esistenza e l’importanza della fonetica. Pigmalione però è parola, My Fair Lady è musica ed allora l’attenzione si sposta non tanto ai conflitti dialettici bensì a quelli dei personaggi. Certo, si prende atto dell’esistenza della fonetica e della possibilità di far parlare una fioraia come una gran dama ma per dimenticarsene ben presto e potersi così abbandonare alla “favola possibile” di Eliza ed attendere il lieto fine. Il ritmo allora si fa più serrato, il dialogo brillante, i costumi favolosi, ricchi, eleganti, raffinati, i movimenti coreografici energici e corali, capaci di amplificare ora i momenti burleschi ora i momenti romantici e su tutto: la musica! La musica di Loewe che sa essere sentimentale e romantica, briosa e trascinante, sempre vitale. A lei, probabilmente, spetta una buona parte di quel miracolo che è My Fair Lady, uno dei più famosi e popolari “classici” del teatro musicale e che, fra l’altro, ha la fortuna di essere sempre giovane». Corrado Abbati