Mercoledì
LE
CONVERSAZIONI DI ANNA K.
liberamente
ispirato a La
metamorfosi di Franz Kafka
testo
e regia di Ugo Chiti
con
Giuliana Lojodice
scene
di Daniele Spisa
costumi
di Giuliana Colzi
luci
di Marco Messeri
musica
originale e adattamento di Vanni Cassori e Jonathan Chiti
TEATRO
ELISEO / ARCA AZZURRA TEATRO
Le
Conversazioni di Anna K. attingono
al
Anna
è l’anziana vedova che la famiglia Samsa assume
come donna tutto fare dopo
quanto accaduto a Gregorio. Una figura appena accennata ma puntuale in
vari
snodi del racconto. Ed è proprio questa “presenza
sottintesa” che rende
affascinante l’ipotesi di assumerla come punto di
osservazione per l’intera
vicenda. Così la vedova Anna, senza un cognome precisato,
diviene
obbligatoriamente Anna K. e, da figura marginale, assume un ruolo di
protagonista.
Inizialmente
mostra un carattere loquace, pieno di buona volontà da
donnetta curiosa che
gradualmente lascia intravedere un cuore ruvido e semplice, segnato da
molte
ferite e capace di relazionarsi con tutti i personaggi
dell’insolito “dramma
familiare”.
Anna
K., in casa Samsa, non si limita ad un’energica e fattiva
assistenza. Anna
cambia le prospettive più private del racconto, si muove in
quelle più dimesse
e quotidiane attivando i personaggi, come i pensionanti o il giovane
studente
innamorato di Grete. Nello stesso tempo Anna interagisce con le
traiettorie e
le dinamiche del racconto con una personale affettività.
Attraverso Anna le
scene assenti o appena “ascoltate” (attraverso la
porta dalla claustrofobica
condizione di Gregorio) passano in primo piano, diventano materia
drammaturgica
autonoma ma non estranea al racconto. Anna K. con la sua tenera e
riduttiva
visione del vivere diviene così sguardo amoroso,
giaculatoria affettuosa che
commenta e accompagna la tragedia di ogni diversità, come la
condizione estrema
del vivere accanto al dolore.
Dalle
note di regia
di
Ugo Chiti
«Quando Gregor Samsa si risvegliò una
mattina
da sogni inquieti si ritrovò nel suo letto trasformato in un
insetto gigantesco».
L’incipit,
probabilmente il più folgorante di tutta la letteratura
moderna, potrebbe
essere cambiato nel più dimesso «quella
mattina quando Anna arrivò in ritardo di oltre cinque
minuti, vide il signore e
la signora Samsa seduti nel tinello in attesa di fare colazione. La
figlia
Grete aveva già messo il latte sul fornello e Anna,
scusandosi con tutti, notò
che il signorino Gregorio non era ancora in piedi malgrado fossero
già le otto
passate».
Questo
cambio prospettico è uno sguardo autonomo e diverso su uno
dei racconti più
emblematici del novecento La metamorfosi
di Franz Kafka. Uno sguardo defilato, dal basso, che mette al centro
della
scena il personaggio marginale di Anna assumendola come punto di
osservazione
per l’intera vicenda. Scelta prospettica che sottolinea un
aspetto portante de La metamorfosi:
quella disperante
ovvietà quotidiana che si respira in casa Samsa come la
studiata comicità involontaria
che spesso illumina i
personaggi evidenziandone il tragico.