Mercoledì 31 marzo 2010, ore 21

 

LE CONVERSAZIONI DI ANNA K.

 

liberamente ispirato a La metamorfosi di Franz Kafka

testo e regia di Ugo Chiti

con Giuliana Lojodice

scene di Daniele Spisa

costumi di Giuliana Colzi

luci di Marco Messeri

musica originale e adattamento di Vanni Cassori e Jonathan Chiti

TEATRO ELISEO / ARCA AZZURRA TEATRO

 

Le Conversazioni di Anna K. attingono al La Metamorfosi di Franz Kafka senza voler essere l’adattamento teatrale di uno dei più perfetti ed emblematici racconti del Novecento.

Anna è l’anziana vedova che la famiglia Samsa assume come donna tutto fare dopo quanto accaduto a Gregorio. Una figura appena accennata ma puntuale in vari snodi del racconto. Ed è proprio questa “presenza sottintesa” che rende affascinante l’ipotesi di assumerla come punto di osservazione per l’intera vicenda. Così la vedova Anna, senza un cognome precisato, diviene obbligatoriamente Anna K. e, da figura marginale, assume un ruolo di protagonista.

Inizialmente mostra un carattere loquace, pieno di buona volontà da donnetta curiosa che gradualmente lascia intravedere un cuore ruvido e semplice, segnato da molte ferite e capace di relazionarsi con tutti i personaggi dell’insolito “dramma familiare”.

Anna K., in casa Samsa, non si limita ad un’energica e fattiva assistenza. Anna cambia le prospettive più private del racconto, si muove in quelle più dimesse e quotidiane attivando i personaggi, come i pensionanti o il giovane studente innamorato di Grete. Nello stesso tempo Anna interagisce con le traiettorie e le dinamiche del racconto con una personale affettività. Attraverso Anna le scene assenti o appena “ascoltate” (attraverso la porta dalla claustrofobica condizione di Gregorio) passano in primo piano, diventano materia drammaturgica autonoma ma non estranea al racconto. Anna K. con la sua tenera e riduttiva visione del vivere diviene così sguardo amoroso, giaculatoria affettuosa che commenta e accompagna la tragedia di ogni diversità, come la condizione estrema del vivere accanto al dolore.                                                                     

Dalle note di regia

di Ugo Chiti              

«Quando Gregor Samsa si risvegliò una mattina da sogni inquieti si ritrovò nel suo letto trasformato in un insetto gigantesco».

L’incipit, probabilmente il più folgorante di tutta la letteratura moderna, potrebbe essere cambiato nel più dimesso «quella mattina quando Anna arrivò in ritardo di oltre cinque minuti, vide il signore e la signora Samsa seduti nel tinello in attesa di fare colazione. La figlia Grete aveva già messo il latte sul fornello e Anna, scusandosi con tutti, notò che il signorino Gregorio non era ancora in piedi malgrado fossero già le otto passate».

Questo cambio prospettico è uno sguardo autonomo e diverso su uno dei racconti più emblematici del novecento La metamorfosi di Franz Kafka. Uno sguardo defilato, dal basso, che mette al centro della scena il personaggio marginale di Anna assumendola come punto di osservazione per l’intera vicenda. Scelta prospettica che sottolinea un aspetto portante de La metamorfosi: quella disperante ovvietà quotidiana che si respira in casa Samsa come la studiata comicità involontaria che spesso illumina i personaggi evidenziandone il tragico.