Il
grande jazz italiano incontra
i grandi produttori del
vino piemontese:
storie di
musica e di vino nella bella cornice
della Sala
Storica del
Lo
spirito della rassegna…
Quest’anno,
all’interno della manifestazione VINUM dedicata al mondo dell’enologia, sarà
proposta al
Si tratta,
in verità, della ripresa di un’idea risalente ad alcuni anni fa e da me
realizzata con un bel successo di pubblico e di critica per 3 stagioni
consecutive all’interno del
Il titolo
-“Jazz diVino”- scelto per
accorpare i tre concerti che presenteremo, e così il logo, le cartoline e le
locandine ideati appositamente per la rassegna, alludono chiaramente a questa
sorta di ideale matrimonio tra musica e vino. Le Langhe, inoltre, sono terre di
storie e di racconti (basti pensare alle tradizioni contadine delle “veglie”) e così è parso interessante
sfruttare questa tradizione, dando alla nostra rassegna un taglio non banale
che la contraddistinguesse da altre e differenti esperienze di abbinamento tra
musica e vino. Il sottotitolo attribuito all’intera operazione anticipa bene lo
spirito delle serate: “Storie di musica e di vino” e a
curare le “storie di vino” sono stati chiamati tre personaggi appassionati di
vino e di buon vivere, esperti non solo di vino, ma di varia umanità: Carlin Petrin, fondatore e anima di Slow Food per la prima serata; Maria Biannucci, giornalista e piccola produttrice di vino per
passione, e Federico Quaranta,
conduttore della trasmissione radiofonica di Radio 2 “Decanter”,
dedicata al buon bere e al buon mangiare italiano.
E’ parso
interessante, più che presentare o degustare dei singoli e prestigiosi vini,
raccontare, dopo i concerti, proprio come in una veglia d’antan,
le storie di alcuni importanti personaggi del vino, capire, attraverso le loro
parole e le loro esperienze personali, come e quando nelle Langhe è avvenuto il
passaggio cruciale: da semplici contadini a imprenditori importanti e di
tendenza che esportano i loro prodotti a New York, Tokio, Berlino e Parigi. Nel
caso della terza sera, con i Ceretto,
padre e figlia, si potrà anche seguire il passaggio di esperienze tra una
generazione e l’altra: dal girare il mondo con la valigia in cerca di clienti e
amatori a un click su internet.
Anche il
jazz è una storia di passaggi di piani e di cambiamenti di scenari: un genere
musicale di assoluta rottura e innovazione che nel corso della sua storia è
stato prima confinato nelle fumose cantine dell’off-off americano, per poi
essere considerato giustamente ai giorni nostri musica raffinatissima, per
molti versi ormai accostata alla classica, e ospitata nei più grandi teatri del
mondo.
Proprio a
partire da queste considerazioni sono nati i tre concerti (e i relativi
abbinamenti con i produttori piemontesi) che presenteremo in esclusiva fra
aprile e maggio 2010 al
Si tratta di
tre appuntamenti (che si è scelto di programmare
con cadenza settimanale in contempiranea con la più grande manifestazione
“Vinum”) di assoluto rilievo che proporranno
alcuni tra i più importanti jazzisti del panorama italiano: Stefano Bollani, probabilmente il jazzista italiano più
conosciuto al mondo, nella formula emozionante del “piano solo” (1° maggio
2010, per chiudere in bellezza); il duo
tutto femminile costituito da Elena Ledda, intensa
e magica cantante sarda, e Rita Marcotulli pianista dal tocco personalissimo (24 aprile 2010); Furio Di Castri,
insieme a Andrea
Pozza e Marco Tamburini, per l’apertura della
rassegna, con un progetto che riesce a essere al tempo stesso tradizionale e
nuovo, “Ideal Standard” (16 aprile 2010).
I tre concerti sono stati pensati espressamente per
E’ degna di attenzione, data la sua particolarità, la modalità con cui si
svolgeranno le tre serate: un primo momento sarà costituito dal concerto vero e
proprio, mentre la fine della serata sarà dedicata alle storie di vino e di
musica: produttori e musicisti insieme sul palco, invitati dal coordinatore
della serata a raccontare le loro esperienze personali, sorseggiando il vino
offerto dal produttore stesso. Nel frattempo a tutti gli spettatori verrà
servito dai somelliers direttamente al loro posto, sia in platea che nei
palchi, un bicchiere di vino in eleganti calici.
I produttori vitivinicoli
che participeranno alle tre serate, sono Quinto Chionetti con il suo Dolcetto (insieme al trio di Furio Di Castri e
a Carlin Petrini il 16 aprile), ultimo autorevole patriarca del vino di Langa; Ornella
Correggia e il suo vino Roero (insieme al Duo di Rita Marcotulli - Elena Ledda e
a Maria Bianucci il 24 aprile), rappresentante di una nuova categoria in sempre
maggiore espansione del mondo dell’enologia, quelle delle donne che non hanno
paura di confrontarsi con un mestiere tradizionalmente maschile; e Bruno e Roberta
Ceretto con il loro Barolo (insieme
a Stefano Bollani e a Federico Quaranta il 1° maggio), padre e figlia,
rappresentanti di una grande azienda che tra le prime ha capito il valore
”emozionale” del vino e la forza della buona comunicazione e dell’immagine di
alta qualità chesi fa forte dell’abbinamento con grandi esponenti del mondo
della cultura e dell’arte.
Tre punti di vista
diversi sul vino, tre storie diverse da raccontare.
Tutte le
serate, come già accennato, si concluderanno con l’assaggio del vino dei tre
produttori ospiti.