Mercoledì 21 aprile 2010, ore 21
ITALIANI SI NASCE e noi lo nacquimo
di Maurizio
Micheli e Tullio Solenghi
collaborazione ai testi di
Marco Presta
supervisione artistica di
Michele Mirabella
con Maurizio
Micheli e Tullio Solenghi
scene di Francesco
Scandale
costumi di Andrea
Stanisci
regia Marcello
Cotugno
L’Italia
sta per festeggiare i 150 anni della sua Unità. Quale miglior occasione per
riflettere sugli aspetti del nostro costume e del nostro carattere nazionale
che, malgrado il passare dei secoli, non sembrano
cambiati e puntualmente si ripropongono. E, dato che l’ironia è di tutte le
riflessioni la più acuta ed efficace, e il teatro il luogo perfetto per
significare la propria identità, qualcuno, Micheli e Solenghi, con la
complicità di due amici, di buone riletture, di sfiziose canzoni, propongono Italiani
si nasce.
E postillano E noi lo nacquimo, implicito omaggio al genere del varietà
teatrale che, stagionato almeno quanto l’unità
nazionale, rimane a tutt’oggi una ispirazione irresistibile.
L’azzardo non è quello
della rievocazione nostalgica, bensì del raccontare con l’occhio critico di
oggi il carattere degli italiani nel tempo. E così, in una piazza italiana, ai
piedi dei due monumenti di Garibaldi e di Vittorio Emanuele II, una compagnia
teatrale comincia a raccontare una storia d’Italia che si dipana a partire dai
lombi supremi, quelli di Adamo, con la creazione (molto fa pensare che Adamo ed
Eva fossero Italiani ante litteram, serpente compreso). Per poi passare
ad alcuni protagonisti altolocati della storia (Leonardo, Colombo, Galilei,
Cavour, Casanova) ma anche alle più umili comparse (due cristiani che stanno
per essere sbranati dai leoni del Colosseo, italiani anche loro, infatti a furia di piccoli espedienti rimandano l’esecuzione
fino all’arrivo dell’immancabile indulto...).
Scopriremo così che tutti
sono accomunati dallo stesso irresistibile denominatore comune: l’italianità.
Esiste ancora? E come si manifesta oggi? E che fine hanno fatto “Dio Patria e
Famiglia” o gli inevitabili e invadenti “poeti santi e navigatori”? Forse lo si
può meglio scoprire e raccontare scandagliando la storia patria proprio con la
comicità del teatro. E di quel teatro speciale, così tipicamente italiano, che
è il varietà di sangue nobile con musiche, lepidezze, umorismo, prose e versi e
canzoni (il repertorio non manca, notoriamente).
I due protagonisti, Micheli
e Solenghi, coadiuvati da una compagnia di altri sei attori, si caleranno nel funambolismo
dei personaggi, per ripercorrere attraverso caratterizzazioni, trucchi,
dialetti, travestimenti, le mille identità necessarie a raccontare i loro
ITALIANI.
Del resto loro, Italiani lo
“nacquettero”...