Giovedì 4 e venerdì 5 marzo 2010, ore 21

 

DONA FLOR E I SUOI DUE MARITI

 

liberamente tratto dal romanzo di Jorge Amado

con Caterina Murino, Pietro Sermonti, Paolo Calabresi

coreografie di Juan Diego Puerta

musiche originali eseguite dal vivo dalla Bubbez Orchestra

costumi di Sabrina Chiocchio

regia di Emanuela Giordano
COMPAGNIA MARIO CHIOCCHIO e TEATRO STABILE D’ABRUZZO

 

Dona Flor, è una dolce e pudica creatura bahiana che convola in prime nozze con un adorabile mascalzone, giocatore e sciupafemmine. Alla morte del marito, dopo un anno di sofferta vedovanza, la donna si risposa con un affettuoso, devoto e morigerato farmacista. La donna scopre, nell’incanto di un luogo dove l’impossibile si palesa e si colora, che il desiderio può compiere prodigi inaspettati.

Grande maestra di cucina, Dona Flor, sa che il suo appetito d’amore non si può saziare con un solo marito, ce ne vogliono due, o meglio, occorre mettere insieme il meglio di due mariti. Onestà e premure da una parte, fantasia ed erotismo dall’altra: questo è il segreto dell’idillio perfetto. Lo spiritello vivace del primo amore si intrufolerà nel letto del secondo legittimo marito, regalando a Dona Flor l’illusione di una pienezza altrimenti irraggiungibile.

Il capolavoro di Jorge Amado è un affresco corale che sprigiona incandescente ilarità e poesia visionaria. Non è traducibile per intero sulla scena, tanti sono i personaggi che si affollano nelle case, per i vicoli poveri del Pelorinho, quartiere popolare di Bahia, dove la vita si consuma tra la gente. La trasposizione teatrale firmata da Emanuela Giordano vuole essere fedele allo spirito dell’autore, affidando alla bellissima e sensuale Caterina Murino il ruolo di Dona Flor e ai due attori Pietro Sermonti e Paolo Calabresi i ruoli maschili. In scena altri sette attori con il compito di coro narrante, per raccontare un’esilarante e struggente metafora dei nostri più segreti desideri.

 

Perché bisogna sempre avere bisogno di due amori?

Uno solo non basta a riempire un cuore solo?

Caterina Murino –  l’attrice che ha fatto perdere la testa a James Bond in Casino Royale – è una delle poche giovani attrici di cinema di oggi ad amare profondamente il teatro. Ora sulle scene nel ruolo di Dona Flor, rivela che «Dona Flor è tutte noi perché in un uomo c’è l’80% di cose che ci piacciono ma un 20 che ci facciamo passare, magari con la fantasia. L’uomo tradisce, la donna no perché il suo piacere è complesso, ha bisogno della passione folle, stravagante, e della tranquillità, della fedeltà. Ma quante donne trovano tutto questo in un uomo solo?».