Giovedì
4 e venerdì
DONA
FLOR E I SUOI DUE MARITI
liberamente
tratto dal romanzo di Jorge Amado
con
Caterina Murino, Pietro Sermonti, Paolo Calabresi
coreografie
di Juan Diego Puerta
musiche
originali eseguite dal vivo dalla Bubbez Orchestra
costumi
di Sabrina Chiocchio
regia
di Emanuela Giordano
COMPAGNIA MARIO CHIOCCHIO e TEATRO STABILE D’ABRUZZO
Dona
Flor, è una dolce e pudica creatura bahiana che
convola in prime nozze con un adorabile mascalzone, giocatore e
sciupafemmine.
Alla morte del marito, dopo un anno di sofferta vedovanza, la donna si
risposa
con un affettuoso, devoto e morigerato farmacista. La donna scopre,
nell’incanto di un luogo dove l’impossibile si
palesa e si colora, che il
desiderio può compiere prodigi inaspettati.
Grande
maestra di cucina, Dona Flor, sa che il suo
appetito d’amore non si può saziare con un solo
marito, ce ne vogliono due, o
meglio, occorre mettere insieme il meglio di due mariti.
Onestà e premure da
una parte, fantasia ed erotismo dall’altra: questo
è il segreto dell’idillio
perfetto. Lo spiritello vivace del primo amore si
intrufolerà nel letto del
secondo legittimo marito, regalando a Dona Flor l’illusione
di una pienezza
altrimenti irraggiungibile.
Il
capolavoro di Jorge Amado è un affresco corale che sprigiona
incandescente
ilarità e poesia visionaria. Non è traducibile
per intero sulla scena, tanti
sono i personaggi che si affollano nelle case, per i vicoli poveri del
Pelorinho, quartiere popolare di Bahia, dove la vita si consuma tra la
gente. La trasposizione teatrale
firmata da
Emanuela Giordano vuole
essere
fedele allo spirito dell’autore,
affidando
alla bellissima e sensuale Caterina Murino il ruolo di Dona Flor e ai due attori Pietro Sermonti e
Paolo Calabresi i ruoli maschili. In
scena altri sette attori con il compito di coro narrante, per
raccontare
un’esilarante e struggente metafora dei nostri più
segreti desideri.
Perché
bisogna sempre avere bisogno di due amori?
Uno
solo non basta a riempire un cuore solo?
Caterina
Murino –
l’attrice
che ha fatto perdere la testa a James Bond in Casino
Royale – è una delle poche giovani
attrici di cinema di oggi
ad amare profondamente il teatro. Ora sulle scene nel ruolo di Dona
Flor,
rivela che «Dona Flor è tutte noi perché
in un uomo c’è
l’80% di cose che ci piacciono ma un 20 che ci facciamo
passare, magari con la
fantasia. L’uomo tradisce, la donna no perché il
suo piacere è complesso, ha
bisogno della passione folle, stravagante, e della
tranquillità, della fedeltà.
Ma quante donne trovano tutto questo in un uomo solo?».